Contratto Lavoro

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Welfare Metalmeccanici

Abbiamo già ampiamente parlato nel rinnovo 2016-2019 dei Metalmeccanici Industria ma è bene dettagliare in modo più approfondito il tema del welfare.

Dal 1 giugno 2017 infatti, secondo quanto stabilito dal nuovo CCNL, le aziende metalmeccaniche devono dare ai lavoratori benefit e servizi legati al welfare. Gli importi stabiliti sono:

  • 100 euro dal 1 giugno 2017
  • 150 euro dal 1 giugno 2018
  • 200 euro dal 1 giugno 2019
Ne parliamo ora perché la maggior parte delle aziende stanno attivando gli strumenti di welfare durante l’autunno, in molti casi aumentando di qualche decina di euro gli importi elencati sopra. In caso di eventuali piani di welfare già presenti in azienda, le quote sopra devono aggiungersi a quelle già spettanti dalla contrattazione integrativa. 

La scadenza per usufruire degli importi previsti dal rinnovo è il 31 maggio dell’anno successivo.
Possono accedere a questi benefit e servizi i lavoratori in forza al 1 giugno di ciascun anno con contratto a tempo indeterminato o determinato (con almeno 3 mesi di anzianità e non in prova). Saranno le RSU/RSA ad individuare, in accordo con l’azienda, i servizi e le tipologie di benefit che saranno inseriti nell’elenco di prestazioni richiedibili nel monte dell’importo annuale spettante (vedi sopra gli importi per anno).

I lavoratori metalmeccanici potranno anche destinare l’intero importo al Fondo Cometa (previdenza) o al Fondo MètaSalute (sanità integrativa). Altri esempi di tipologie di benefit sono elencate nel blog insieme alle novità sulla detassazione del welfare.

Da quanto scritto da molti di voi, le aziende stanno avviando le attività di walfare previste dal rinnovo, e più in particolare dall’accordo del 27 febbraio 2017 (nuovo articolo 17), su:

  • Buoni spesa per generi alimentari
  • Buoni spesa per shopping (es. voucher online)
  • Buoni carborante
  • Ricariche telefoniche
Welfare aziendale

Nel mondo del lavoro il welfare cresce sempre di più. Per questo, a partire dal 2017, sono state introdotte dalle Legge di Bilancio delle regole che prevedono una detassazione ampia per i premi di risultato convertiti in benefit legati al welfare aziendale.

Questo segue le novità, introdotte sempre dalle Legge di Bilancio, sul tema della detassazione di premi di risultato e produttività che dal 2017 possono essere goduti da una platea di lavoratori più ampia.

Con queste nuove norme per alcuni tipi di benefit derivanti dalla conversione di premi di produzione, ci sono delle condizioni per l’esenzione fiscale piena o l’imponibilità in base a dei criteri forfettari. Vediamo in dettaglio le varie tipologie di benefit legati al walfare:

  • Assistenza sanitaria: i contributi versati ad Enti o Casse con fini assistenziali non concorrono alla formazione del reddito anche se eccedenti 3.615,20 euro
  • Buoni pasto e indennità sostitutive: fino all’importo complessivo di 5,29 euro (7 euro per ticket elettronici) i buoni pasto sono completamente esenti
  • Servizi di trasporto collettivo: l’esenzione è prevista se viene stipulata una convenzione con le aziende di trasporto pubblico per gli abbonamenti per la tratta abitazione-luogo di lavoro. Inoltre il premio può anche essere convertito in biglietti per il trasporto ferroviario
  • Concessione di finanziamenti: è prevista la conversione del premio in prestiti o mutui (erogati dall’azienda o da terzi) anche tramite l’accredito diretto degli interessi
  • Previdenza complementare: completamente esenti da tassazione i contributi versati nei fondi pensione al posto dei premi di risultato (anche se eccedenti 5.164,57 euro)
  • Veicoli aziendali in uso promiscuo: si può convertire il bonus in automobili, caravan, motocicli e ciclomotori aziendali concessi in uso promiscuo
  • Beni e servizi: entro la soglia di 258,23 euro il premio può essere fruito con l’assegnazione di beni, servizi o buoni (es. buoni carburante)
Welfare aziendale

Il welfare aziendale è sempre più di moda e di sicuro rappresenta una delle novità più rilevanti per i lavoratori che cercano benefici in azienda che non sia il semplice aumento retributivo.

Questi beni e servizi erogati dall’azienda non sono soltanto più convenienti dal punto di vista economico, ma rappresentano un valore aggiunto importante per i lavoratori e le loro famiglie: parliamo di assicurazione sanitaria integrativa, sostegno alla scolarizzazione dei figli e molto altro.

Per arrivare ad un accordo di attivazione di piano di welfare ci sono due strade:

  • l’azienda può decidere unilaterlmente il piano e comunicarlo
  • l’accordo avviene attraverso le rappresentanze sindacali

Naturalmente prima di definire un piano è necessario fissare i criteri per il premio di risultato. A questo punto se il lavoratore decide di rinunciare all’erogazione economica, può convertire il premio in beni e servizi e il valore economico deve essere identico al premio. 
In questo caso quindi scatta il regime di tassazione agevolato al 10% che viene applicato nei limiti previsti dalle legge (2.000 euro e reddito non superiore al 50.000 euro). 
Il piano di welfare può comprendere varie forme di beni e servizi (artt. 51 e 100 del Tuir):
  • servizi di trasporto collettivo
  • servizi legati a finalità di educazione, istruzione, ricreazione (centri estivi e invernali) e assistenza sociale
  • assistenza sanitaria
  • servizi per l’infanzia in età prescolare
  • borse di studio

Per quanto riguarda l’erogazione di questi beni e servizi legati al piano di welfare, il datore di lavoro deve riconoscerli tramite buoni di carta o voucher. E’ importante ricordare ai lavoratori che questi buoni o voucher danno diritto solo ad un singolo bene e per il suo intero valore nominale.

[Aggiornamento del 05/06/2017] Con la Legge di Bilancio sono state introdotte alcune novità sull’esenzione fiscale di alcuni benefits legati al welfare aziendale.

Il welfare aziendale con la Legge di Stabilità 2016

A partire dal 2016 la Legge di Stabilità ha introdotto un’interessante novità nel welfare aziendale che ora diventa di fatto un vantaggio per i dipendenti e per le imprese.

Attraverso un accordo, un contratto o un regolamento aziendale stipulato tra le parti (lavoratori e datori di lavoro) si può ora “negoziare” se sostituire i premi di produttività, in tutto o in parte, con dei piani di benefit agevolati legati al “welfare” in senso ampio.

Cosa sono questi piani di benessere individuale e familiare che si trovano in gran parte nelle aziende medio-grandi? Si va dall’assicurazione sanitaria integrativa al sostegno dell’educazione scolastica per i figli fino alle finalità più ricreative. Sono in poche parole benefici legati alla sfera più personale che il lavoratore ha in aggiunta alla normale retribuzione.

In caso di accordi quindi, a partire dal 1 gennaio, è possibile convertire i premi di produttività, per cui è già prevista la detassazione nel 2016, in benefit legati ai piani di welfare aziendale.

I vantaggi sono per entrambe le parti:

  • Per il lavoratore il premio di produzione è tassato al 10%. I benefici previsti nei piani invece non sono soggetti a tassazione in quanto non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente. Quindi a parità di costo per l’azienda l’importo incassato è superiore.
  • Le imprese evitano in questo modo la contribuzione a loro carico risparmiando a parità di importo concesso al lavoratore circa il 30%.

Ma i vantaggi non sono solo economici. La negoziabilità di questi piani di welfare permette alle imprese di arrivare ad accordi con i lavoratori per costruire un paniere di beni e servizi a disposizione dei dipendenti. Sta poi a loro scegliere se e in che misura sostituire l’importo del premio di produzione in benefit. 

Queste nuove regole presenti della nuova Legge di Stabilità mirano attraverso la semplificazione ad ampliare la presenza di piani di welfare anche nelle realtà più piccole dove oggi sono raramente presenti.

[Aggiornamento del 05/06/2017] Con la Legge di Bilancio sono state introdotte alcune novità sull’esenzione fiscale di alcuni benefits legati al welfare aziendale.


[Aggiornamento del 04/04/2016] E’ stato firmato il decreto con le novità della detassazione e del welfare per il 2016.

Contratto Operai Agricoli e Florovivaisti

 
Il 23 maggio 2022 è stato sottoscritto il rinnovo 2022-2025 del CCNL Operai Agricoli e Florovivaisti.

Questo nuovo contratto è stato siglato dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Confagricoltura, Coldiretti, CIA Agricoltori Italiani. Coinvolge oltre un milione di lavoratori ed è valido dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2025 con un modello contrattuale a livello nazionale e provinciale.

Diverse le novità introdotte dal rinnovo:

  • Aumento minimi retributivi: è previsto un aumento totale del 4,7% delle retribuzioni diviso in tre tranches:
    • 1 giugno 2022: +3%
    • 1 gennaio 2023: +1,2%
    • 1 giugno 2023: +0,5%
  • Ente bilaterale: viene istituito un ente bilaterale agricolo nazionale che organizzerà servizi e attività in ambito welfare. Per permettere tutto ciò viene stabilita una contribuzione dei datori di lavoro (51,65 euro annui per lavoratori a tempo indeterminato e 0,34 euro giornalieri per i lavoratori a tempo determinato)
  • Aree professionali: per gli operai agricoli e florovivaisti i livelli vengono organizzati in aree professionali in base alle competenze e mansioni
  • Straordinari: vengono stabiliti limiti agli straordinari (tre ore al giorno e 18 settimanali) e le percentuali di maggiorazione (es. 25% per lavoro straordinario, 35% per lavoro festivo)

Scarica il testo del rinnovo 2022-2025 del CCNL Operai Agricoli e Florovivaisti.

Contratto Chimico-Farmaceutico - Rinnovo 2019-2022

E’ stato sottoscritto il 13 giugno il rinnovo del CCNL Chimico-Farmaceutico per il quadriennio 2022-2025.

Il nuovo contratto è stato firmato da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le associazioni datoriali Federchimica e Farmindustria, coinvolge oltre 200mila lavoratori per il periodo che va dal 1 luglio 2022 fino al 30 giugno 2025.

Vediamo le principali novità:

  • Aumento dei minimi retribuitivi: previsto un aumento medio lordo per un livello D1 di 204 euro diviso in cinque tranche:
    • 1 luglio 2022
    • 1 gennaio 2023
    • 1 luglio 2023
    • 1 luglio 2024
    • 1 giugno 2025
  • Welfare: nell’ambito dei rinnovo si provvederà a garantire l’accesso, con il supporto di Faschim e Fonchim, alla piattaforma di Welfare settoriale per tutti i lavoratori non iscritti
  • Malattia: per il lavoratore assente per malattia o infortunio, il trattamento retributivo ricomincerà di nuovo dal quattordicesimo giorno di ricovero ospedaliero (ora 21 giorni)
  • Formazioni: previsto l’incremento di 2,5 giornate di formazione sui progetti collettivi

Scarica il testo del rinnovo 2022-2025 del Contratto Chimico-Farmaceutico.

tessile e abbigliamento

 
E’ stata siglato il 4 maggio il rinnovo 2019-2022 del CCNL Artigiani Moda, Chimica e Ceramica.

Questo nuovo contratto è stato sottoscritto delle associazioni datoriali Confartigianato, CNA, Claai, Casartigiani e i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Coinvolge circa 250mila lavoratori e ha validità dal 1 gennaio 2019 e scade il 31 dicembre 2022.

Vediamo le principali novità del rinnovo:

    • Aumento dei minimi retributivi: previsto un aumento medio lordo di circa 65 euro (3 livello) diviso in due tranche:
      • 1 ottobre 2022
      • 1 dicembre 2022
    • Una tantum: per il periodo di vacanza contrattuale è prevista l’erogazione di un una tantum di 150 euro per i lavoratori in forza al 4 maggio 2022:
      • 75 euro con la retribuzione di maggio 2022
      • 75 euro con la retribuzione di giugno 2022
    • Welfare: aumenta di 4 euro la quota di versamento per l’ente bilaterale per le prestazioni integrative (da 7,68 a 11,68 euro)
    • Tempo determinato: è previsto un limite quantitativo per l’assunzione di lavoratori con contratto a termine:
      • aziende con meno di 5 dipendenti: massimo 3 lavoratori a tempo determinato
      • aziende con più di 5 dipendenti: 1 tempo determinato ogni due lavoratori a tempo indeterminato

Scarica il testo del rinnovo 2019-2022 del CCNL Artigiani Moda, Chimica e Ceramica.

tessile e abbigliamento
tessile e abbigliamento

 

E’ stato siglato il 28 luglio 2021 il rinnovo del CCNL Tessile, Abbigliamento, Moda per gli anni 2020-2024.

L’accordo per il nuovo contratto è stato raggiunto da Sistema Moda Italia (SMI) e i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil. La decorrenza è dal 1 aprile 2020 fino al 31 marzo 2024 e interessa oltre 400mila lavoratori del settore.

Vediamo in dettaglio le novità del rinnovo del settore tessile:

  • Aumento dei minimi retributivi: aumento medio lordo di 72 euro (4° livello) diviso in 3 tranches. Gli incrementi salariali sono certi e non soggetti a verifica inflativa ma partono dopo due anni dalla scadenza del precedente contratto (31 marzo 2020)
  • Welfare: a partire dal 1 gennaio 2023 viene istituita una nuova assicurazione contro la non autosufficienza (LTC) a beneficio di tutti i lavoratori, finanziata con un contributo di 2 euro al mese a carico delle aziende
  • Contratto a tempo determinato: per i contratti a termine o di somministrazione il limite di utilizzo è del 32% (percentuale elevata solo per questo rinnovo)
  • Dumping contrattuale: è stato siglato un accordo specifico tra imprese ed istituzioni per contrastare il fenomeno del dumping contrattuale e dei contratti pirata

Scarica la copia del rinnovo 2020-2024 del CCNL Tessile, Abbigliamento, Moda.

ccnl calzaturiero
ccnl calzaturiero

 

E’ stato sottoscritto il 21 giugno 2021 il rinnovo del CCNL Industria delle Calzature per gli anni 2020-2023.

Dopo poco più di un anno e mezzo dalla scadenza, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Assocalzaturifici-Confindustria hanno trovato un accordo per la firma di questo rinnovo che coinvolge oltre 80mila lavoratori del settore e che sarà valido fino al 31 dicembre 2023.

Molte le novità da segnalare:

  • Aumento dei minimi retribuitivi: aumento medio lordo di 70 euro (IV livello) diviso in tre tranche:
    • 1 dicembre 2021 (25 euro)
    • 1 settembre 2022 (25 euro)
    • 1 luglio 2023 (20 euro)
  • Welfare: viene mantenuto il contributo mensile a carico delle imprese, già presente nel precedente contratto, di 12 euro al mese (fondo Sanimoda)
  • Malattia e conservazione del posto di lavoro: è stata aumentata da quattro a otto mesi il periodo di conservazione del posto in caso di terapie salva vita
  • Secondo livello di contrattazione: per le aziende prive di contrattazione di secondo livello viene riconosciuto un elemento di garanzia retributiva per tutti i lavoratori del settore calzaturiero di:
    • 300 euro per il 2021
    • 300 euro per il 2022
    • 300 euro per il 2023

Scarica la copia del rinnovo 2020-2023 del CCNL Industria delle Calzature.

unionmeccanica
unionmeccanica

 

Il 26 maggio 2021 è stato rinnovato il CCNL Unionmeccanica PMI per gli anni 2021-2024. Questo nuovo contratto arriva dopo oltre 7 mesi di trattative tra i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil e Unionmeccanica Confapi.

Il rinnovo coinvolge oltre 400.000 mila lavoratori delle piccole e medie imprese del settore metalmeccanico e contiene diverse novità per il periodo che va dal 1 giugno 2021 al 31 dicembre 2024.

  • Aumento dei minimi retributivi: il rinnovo prevede un aumento medio lordo di 104 euro (V categoria) suddiviso in quattro tranche:
  • Welfare: è previsto un importo pari a 200 euro annui per il welfare aziendale. Si parte con l’erogazione dal 2022 fino alla scadenza del contratto
  • Sanità integrativa (Ebm Salute): a partire dal 1 gennaio 2022 è prevista una contribuzione, a totale carico dell’azienda, di 96 euro annui per ogni lavoratore. Questa copertura comprende i familiari fiscalmente a carico, compresi i conviventi
  • Livelli e classificazione dei lavoratori: è prevista la formazione di una commissione per la riforma dell’attuale sistema di inquadramento, le decisioni prese saranno valide per il prossimo rinnovo. Nel frattempo in questo contratto è previsto un superamento progressivo nel corso degli anni per la I categoria

 

Leggi la sintesi del rinnovo 2021-2024 per il CCNL Unionmeccanica Confapi PMI.