Contratto Lavoro

Le aliquote 2016 della Gestione Separata

Dal 1 gennaio 2018 le aliquote contributive della Gestione Separata restano invariate rispetto allo scorso anno per i liberi professionisti mentre subiscono un aumento per i collaboratori a progetto.

I nuovi valori delle aliquote contributive pubblicati dall’Inps (circolare n. 18 del 31 gennaio) e validi per l’anno 2018 sono:

Liberi professionisti

  • 25,72% (25,00 aliquota Ivs più 0,72 di aliquota aggiuntiva) per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (invariato rispetto all’anno scorso)
  • 24% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria, valore invariato rispetto all’anno scorso
Collaboratori a progetto
  • 34,23% (33,00 aliquota Ivs più 0,72 di aliquota aggiuntiva più 0,51 di aliquote aggiuntive) per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (+1,51% rispetto all’anno scorso)
  • 33,72% (33,00 aliquota Ivs più 0,72 di aliquota aggiuntiva più 0,51 di aliquote aggiuntive) per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (+1,00% rispetto all’anno scorso)
  • 24% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria, valore invariato rispetto all’anno scorso

La ripartizione dell’onere contributivo è sempre fissata in 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore. I contributi devono essere versati entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso attraverso il modello F24 telematico (per chi ha partita IVA).
Per il 2018 non cambiano i massimali e i minimali di reddito che sono pari a 101.427,00 euro e 15.710,00 euro.
Come per gli anni precedenti ricordiamo che i compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio 2018 e riferiti a prestazioni effettuate nel 2017 sono da calcolare con i contributi in vigore nello scorso anno.
DIS-COLL

Dopo il decreto Milleproroghe, ora è il Jobs Act del Lavoro Autonomo a prolungare la durata della DIS-COLL oltre il 30 giugno 2017.

Torniamo indietro di qualche mese: a febbraio l’Inps aveva comunicato l’abolizione della disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Naturalmente questa notizia aveva destato scalpore tra i tanti lavoratori a progetto in Italia e alla fine il governo decise di inserire una proroga dal 1 gennaio al 30 giugno di quest’anno per questo ammortizzatore sociale.

Ora grazie al Jobs Act del Lavoro Autonomo (circolare n. 115 del 19 luglio 2017) sono stati trovate le risorse per stabilizzare e estendere questa indennità di disoccupazione dal 1 luglio fino alla fine del 2017. Come già abbiamo anticipato nelle novità del Jobs Act, ora questa prestazione viene estesa anche ad assegnesti e dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Quindi buone notizie non solo per lavoratori co.co.co, anche a progetto (iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata Inps), ma anche per tutti gli studiosi italiani delle università e istituti di ricerca.

I requisiti, le modalità di presentazione della domande e la durata dell’indennità restano quelle già indicate nel post della DIS-COLL. Per quanto riguarda invece gli importi, sono stati pubblicati sul blog quelli massimi relativi al 2017.

DIS-COLL 2016

Arriva il 12 luglio 2016 la prima scadenza della DIS-COLL, la domanda di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi del settore pubblico e privato.

Possono accedere a questa indennità di disoccupazione tutti i collaboratori a progetto (co.co.co., mini co.co.co., co.co.pro., ecc.) iscritti alla Gestione Separata in via esclusiva e che hanno almeno 3 mesi di contributi a partire dal 1 gennaio 2015 fino alla data di cessazione del rapporto.

Quali sono i termini per la domanda? Come già anticipato sopra, per i rapporti di collaborazione terminati dal 1 gennaio al 5 maggio 2016 la domanda va presentata il 12 luglio.

Per i rapporti di lavoro cessati dal 6 maggio 2016 la domanda, come previsto dai requisiti, va presentata entro 68 giorni sul sito dell’Inps. Il consiglio è quello di presentare la domanda il prima possibile perché l’assegno è liquidato dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro solo se la domanda viene presentata entro lo stesso termine (gli otto giorni appena citati).

Quella del 12 luglio è una scadenza da ricordare per questa nuova indennità prorogata dalla Legge di Stabilità a tutto il 2016. Da segnalare anche che per la DIS-COLL non vige il principio della “automaticità delle prestazioni” come per i lavoratori dipendenti: cioè in caso il datore di lavoro non versa i contributi all’Inps, il collaboratore a progetto non ha diritto all’indennità come invece succede con la NASpI.

[Aggiornamento del 13/01/2017] L’Inps ha comunicato che dal 2017 termina l’indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto. Per ora c’è l’intenzione del governo di intervenire ma non si hanno conferme ufficiali.

Dal progetto ad indeterminato

Anche nel 2016, come per l’anno in corso, chi stabilizza un lavoratore a progetto con un contratto a tempo indeterminato fruisce di numerosi vantaggi.

  • continua la cancellazione di tutti gli illeciti legati al collaboratore a progetto nel caso questo svolgeva mansioni da lavoro subordinato
  • valgono anche nel caso di stabilizzazione di un co.co.co. gli incentivi per l’assunzione previsti per il prossimo anno (3.250 euro per due anni)

Un doppio vantaggio quindi per tutti i datori di lavoro che dal 1 gennaio 2016, data che segna la fine dei contratti a progetto, trasformano un collaboratore a progetto o partita Iva in dipendente a tempo indeterminato. 

In dettaglio, le violazioni oggetto della sanatoria prevista dal Jobs Act in caso di stabilizzazione, sono quelle di tipo amministrativo, contributivo e fiscale. Restano fuori gli illeciti riscontrati durante le ispezioni fatte antecedentemente all’assunzione. 
Secondo il parere della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro è possibile per un datore di lavoro sfruttare entrambe i vantaggi elencanti sopra. Per il lavoratore, che spesso previene da anni di contratti a progetto indebiti, c’è l’eventuale consolazione di ritrovarsi con un contratto a tempo indeterminato (da ricordare sempre con tutele crescenti) ma senza più la possibilità di citare il datore di lavoro per gli inferiori contributi versati e i diritti che spettavano, come ferie e malattia.

[Aggiornamento del 14/12/2017] Per i collaboratori a progetto le ferie vanno pagate: questo è quello che prevede una sentenza della Corte di Giustizia Europea.


[Aggiornamento del 14/03/2016] Sul blog sono stati descritti in dettaglio i casi in cui un progetto diventa un indeterminato.

Dal 2015 si chiama DIS-COLL ma non è molto diversa dalle altre indennità di disoccupazione previste negli scorsi anni per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto.

Sempre in modalità sperimentale e solo per un anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015, i lavoratori con contratto a progetto potranno richiedere questa indennità nel caso si ritrovino in stato di disoccupazione. Questione diversa è invece quella della NASpI, la nuova assicurazione sociale che prende il via da 1 maggio per tutti i lavoratori subordinati che cambia ulteriormente la storia degli ammortizzatori sociali in Italia.

I requisiti per avere la DIS-COLL sono:

  • avere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal termine del contratto al primo gennaio dell’anno precedente lo stato di disoccupazione (es. se il contratto è terminato il 30 aprile 2015, il periodo di osservazione per ricercare i contributi è dal 1 gennaio 2014 al 30 aprile 2015)
  • avere almeno 1 mese di contribuzione nell’anno solare in cui si è verificato lo stato di disoccupazione
L’importo dell’indennità viene calcolato nello stesso modo della NASpI e cioè è pari al 75% del reddito medio mensile nel caso questo sia pari o inferiore a 1.195 euro. Nel caso sia superiore, deve essere aggiunto il 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e i 1.195 euro suddetti. Come per la normale disoccupazione, l’importo massimo per il 2015 è di 1.300 euro.

Per quanto riguarda il reddito medio, questo viene ricavato dai redditi dell’anno in cui è terminato il lavoro e da quelli dell’anno precedente divisi per i mesi di contribuzione.La durata dell’indennità è pari alla metà dei mesi di contribuzione che sono stati dichiarati come requisito per ottenerla, ma in ogni caso non può essere più lunga di 6 mesi.

La domanda, come già accadeva in passato, deve essere presentata all’Inps in via telematica entro 68 giorni dal termine del rapporto di lavoro.

Nel caso di nuova occupazione è necessario distinguere tra:

  • attività di lavoro autonoma: nel caso di reddito annuo inferiore al limite per conservare lo stato di disoccupazione il lavoratore deve comunicare all’Inps entro 1 mese l’inizio dell’attività e la sua indennità sarà ridotta dell’80% del reddito previsto
  • attività di lavoro subordinata: l’indennità viene sospesa fino ad un massimo di 5 giorni

Leggi il testo della legge 183/2014 sulla DIS-COLL o verifica come funzionava nel 2014.

 

[Aggiornamento del 17/11/2021] Dal 1 gennaio 2022 cambiano i requisiti e gli importi della Naspi e della Dis-coll.

[Aggiornamento del 18/12/2017] Ora la DIS-COLL si può percepire anche all’estero seguendo tempi e regole stabilite dall’Inps.

[Aggiornamento del 23/08/2017] Dal 1 luglio 2017 continua la disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa grazie ai fondi trovati dal Jobs Act dei Lavoratori Autonomi.

[Aggiornamento del 27/03/2017] Con il Jobs Act del Lavoro Autonomo la DIS-COLL diventa strutturale e viene estesa ad assegnisti e dottorandi.

[Aggiornamento del 20/03/2017] Sono stati pubblicati dall’Inps gli importi massimi 2017 dei vari ammortizzatori sociali.

[Aggiornamento del 13/01/2017] L’Inps ha comunicato che dal 2017 termina l’indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto. Per ora c’è l’intenzione del governo di intervenire ma non si hanno conferme ufficiali.

[Aggiornamento del 11/07/2016] Ecco quando fare la domanda 2016 per la disoccupazione per i collaboratori a progetto.

[Aggiornamento del 21/03/2016] Sono stati pubblicati gli importi massimi per il 2016.

[Aggiornamento del 23/12/2015] Secondo quanto risposto dal Ministero del Lavoro (interpello n. 31 del 22 dicembre 2015) su un quesito della Cgil, chi ha un assegno di ricerca, i dottorandi e i titolari di borse di studio non hanno diritto a chiedere la DIS-COLL.

[Aggiornamento del 21/05/2015] A partire dal 12 maggio 2015 i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto possono richiedere la DIS-COLL online sul sito Inps. Per queste tipologie di contratto è necessario accedere con il Pin e procedere con Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito (Sportello virtuale per i servizi di informazione e richiesta di prestazione) – ASpI, disoccupazione, mobilità e trattamento speciale edilizia – DIS COLL.

[Aggiornamento del 10/09/2015] Con l’approvazione del decreto sul riordino dei servizi al lavoro e delle politiche attive è stato introdotto il Patto di servizio personalizzato che ogni disoccupato deve sottoscrivere per poter continuare a percepire l’indennità DIS-COLL.

La Riforma del Lavoro ha introdotto importanti cambiamenti nel contratto a progetto riducendo, non di poco, la sua sfera applicativa.

Lo strumento della collaborazione a progetto, che ha visto la sua massima espansione con la Legge Biagi, è diventato oggi sempre meno maneggevole, sempre più circoscritto e ancora più costoso.

Di seguito le novità introdotte dalle L. n.92/12:

  • Esclusione della necessità del progetto per le collaborazioni svolte nelle attività di vendita diretta di beni e servizi nei call center
  • Specifico rapporto funzionale fra progetto e risultato che diventa parte integrante del contratto
  • Il progetto non può essere una semplice riproposizione dell’oggetto dell’attività del committente e qualifica uno specifico interesse del committente. Il progetto in definitiva deve esser descritto (e non più indicato) e collegato ad un risultato finale 
  • Il compenso deve essere proporzionato alla qualità e quantità dell’attività svolta e non può essere inferiore ai minimi stabiliti dai CCNL. In mancanza dei contratti nazionali dovrà garantire una salario base non inferiore alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto
  • Il recesso del committente è previsto solo per giusta causa o inidoneità sopraggiunta del collaboratore. Il recesso del collaboratore può avvenire per giusta causa o per previsione contrattuale 
  • La mancanza del progetto o la sua inadeguatezza determinano la costituzione di un rapporto di lavoro di natura subordinata a tempo indeterminato
  • Se il collaboratore opera con modalità analoghe a quelle dei lavoratori subordinati si prevede la trasformazione del rapporto di lavoro in subordinato salvo però dimostrazione di prova contraria del committente
[Aggiornamento del 14/12/2017] Per i collaboratori a progetto le ferie vanno pagate: questo è quello che prevede una sentenza della Corte di Giustizia Europea. 

Finalmente arriva in esame in Commissione Lavoro del Senato, il 10 maggio 2012, il disegno di Legge contenente alcune importanti novità sui contratti a progetto.

Dopo anni di uso distorto dei collaboratori a progetto (co.co.pro.) nelle aziende italiane, l’attuale governo cerca di fare un po’ di chiarezza. Con la legge n.14 del 24 febbraio erano già stati prorogati i fondi per la disoccupazione dei contratti a progetto e la Riforma ha fatto chiarezza anche sull’uso di questo contratto nei call center.

Ma non solo, il Decreto Legge Monti, tra le sue tante novità, ha introdotto l’indennità di malattia e maternità per gli iscritti alla gestione separata, quindi anche per i collaboratori a progetto.

Vediamo più nello specifico il testo, Atto Senato n. 3249, dell’articolo 8:

  • il progetto deve avere una definizione più stringente che non può essere legato all’obiettivo aziendale e deve essere gestito autonomamente dal collaboratore, In particolare il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi
  • il datore di sarà limitato nella sua facoltà di recedere dal contratto prima del completamento del progetto, cioè di un determinato risultato finale. Il datore di lavoro può recedere per giusta causa (es. inidoneità professionale) e il collaboratore può recedere dandone preavviso se previsto dal contratto
  • nel caso l’attività lavorativa sia analoga a quella dei dipendenti, c’è la presunzione del carattere subordinato del rapporto di lavoro
  • in caso di mancata individuazione del progetto, c’è l’automatica trasformazione in lavoro subordinato

Tra le novità più importanti e publicizzate c’è il salario base per i co.co.pro., che sarà determinato dal ministero sulla base della media tra le tariffe minime dei lavoratori autonomi e le retribuzioni stabilite dai contratti collettivi.

[Aggiornamento del 14/12/2017] Per i collaboratori a progetto le ferie vanno pagate: questo è quello che prevede una sentenza della Corte di Giustizia Europea.


[Aggiornamento del 23/03/2015] Molte tipologie di contratti a progetti inizieranno a scomparire dal 1 gennaio 2016, quando entrerà in vigore la norma contenuta nel Jobs Act.

Il Decreto Legge Monti ha portato diverse novità per gli iscritti alla Gestione separata Inps: tra le più importanti l’introduzione di maternità e malattia a partire dal 2012.

Per tutti i liberi professionisti e per chi ha un contratto a progetto (co.co.pro.), se non titolari di pensione o iscritti ad altre forme di previdenza, possono ottenere l’indennità giornaliera di malattia e il congedo parentale.

Nel blog avevamo già parlato della maternità per il contratto a progetto ma ora i vantaggi sono estesi a tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata 2018, a partire dal 1 gennaio di quest’anno. Un emendamento del Senato contiene diverse novità per il contratto a progetto nel 2012, tra cui il salario base per i co.co.pro..

Indennità di degenza e malattia
Per le degenze iniziate nell’anno 2012, l’indennità, calcolata su 263,50 euro, (96.149,00 euro diviso 365) corrisponderà, per ogni giornata indennizzabile, a:

  • euro 21,07 (8%), in caso di accrediti contributivi da 3 a 4 mesi
  • euro 31,61 (12%), in caso di accrediti contributivi da 5 a 8 mesi
  • euro 42,14 (16%), in caso di accrediti contributivi da 9 a 12 mesi

La domanda per il diritto alla indennità di degenza dovrà essere presentata all’Inps entro 180 giorni dal giorno successivo alla fine del ricovero.

Per le  malattie iniziate nell’anno 2012, anno nel quale il massimale contributivo è risultato pari a euro 96.149,00, l’indennità sarà calcolata su euro 263,50 (euro 96.149,00 diviso 365) e corrisponderà, per ogni giornata indennizzabile, a:

  • euro 10,53 (4%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 3 a 4 mensilità di contribuzione
  • euro 15,80 (6%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contribuzione
  • euro 21,07 (8%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contribuzione

Il lavoratore è tenuto ad inviare all’Inps (on-line) e al committente, entro i 2 giorni dal rilascio, il certificato di malattia redatto dal medico curante.

I requisiti per ottenere l’indennità è necessario:

  • avere almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio della malattia
  • avere, nell’anno solare che precede l’inizio della malattia, un reddito individuale da lavoro parsubordinato non superiore al 70% del massimale contributivo stabilito annualmente dalla legge

L’indennità spetta per malattie non inferiori a 4 giorni, fino ad un periodo massimo di 61 giorni nell’anno solare ed è commisurata al massimale contributivo dell’anno in cui ha avuto inizio la malattia.

Congedo parentale e maternità
Alle madri o ai padri, anche adottivi o affidatari, iscritti alla gestione separata spetta una indennità per congedo parentale per ogni figlio nato o entrato in famiglia dal 1° gennaio 2007, per un periodo massimo di 3 mesi, anche frazionabile, entro il primo anno di vita del bambino.

Tra le novità della riforma c’è il voucher maternità, che prevede agevolazioni economiche per le madri lavoratrici e il congedo parentale del padre.

I requisiti per il congedo parentale è indennizzabile qualora sussista, nel periodo in cui si colloca il congedo stesso:

  • un rapporto di lavoro ancora in corso con almeno 3 mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile per maternità
  • l’effettiva astensione dall’attività lavorativa

Alla madre spetta il 30% di 1/365 del reddito derivante da collaborazione a progetto o coordinata e continuativa. Per il riconoscimento dell’indennità di paternità ci deve essere la morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio o affidamento esclusivo del bambino al padre.

Leggi le informazioni sulla maternità.

La disoccupazione ordinaria può essere richiesta anche da collaboratori coordinati e continuativi e per i contratti a progetto, come anche la maternità.

Novità! Leggi come ottenere la disoccupazione 2015 con il contratto a progetto e anche la NASpI attiva dal 1 maggio 2015.

Il requisito per ottenere la disoccupazione ordinaria da parte dei collaboratori a progetto è:

  • almeno 1 anno di contributi (52 settimane anche non continuative) nel biennio precedente alla data di cessazione del lavoro

Per chi ha perso il lavoro dal 1 gennaio 2010, anche i contributi accreditati alla Gestione separata nella misura massima di tredici settimane. Sul blog trovate anche le aliquote della gestione separata 2015.

Per quanto riguarda l’indennità, è calcolata sulla retribuzione relativa all’ultimo trimestre di lavoro dipendente.