Contratto Lavoro

maternità
maternità

 

Per il 2021 restano invariati, rispetto al 2020, gli importi dell’assegno di maternità dai comuni (circolare n. 36 del 24 febbraio 2021).

Quindi nell’ambito degli assegni familiari e indennità, dal 1 gennaio 2021 le somme dai comuni sono le seguenti:

  • l’assegno mensile per il nucleo familiare è pari a 145,14 euro per tredici mensilità (totale annuo 1.886,82 euro)
  • l’assegno mensile di maternità per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, è pari a 348,12 euro per cinque mensilità (totale annuo 1.740,60 euro)

I requisiti a livello di reddito che non si devono superare per presentare la domanda nel 2021 sono di:

  • 8.788,99 euro per l’assegno nucleo familiare (cinque componenti, di cui almeno tre figli minori – valore ISEE)
  • 17.416,66 euro per l’assegno di maternità (tre componenti – valore ISEE)

Per chi volesse l’Inps ha pubblicato un simulatore ISEE online per il calcolo del reddito.

Per quanto riguarda invece l’assegno di maternità dello stato, l’importo 2021 è di 2143,05 euro.

 

[Aggiornamento del 14/12/2021] Dal 1 gennaio 2022 prende il via il nuovo assegno unico per i figli.

Bonus asilo nido
Bonus asilo nido

 

Da fine febbraio è disponibile sul sito Inps la procedura per la richiesta del Bonus asilo nido per il 2021.

Le domande di sostegno al reddito che le famiglie possono presentare, come previsto dalla legge 11 dicembre 2016 n. 232 (art. 1, comma 355), danno diritto ad un bonus per sostenere le spese di frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati. Oppure il contributo può essere utilizzato per il supporto, presso la propria abitazione, per le famiglie con bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Gli importi del bonus che saranno erogati sono parametrati sulla base dell’ISEE minorenni.

La domanda, oltre che sul sito Inps, potrà essere effettuata anche attraverso i patronati e il termine ultimo di presentazione è il 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati, potranno essere rimborsati fino ad un massimo di 11 mesi erogati mensilmente. In caso si chieda il rimborso presso la propria abitazione, dovrà essere presentata una dichiarazione di un pediatra di libera scelta e il rimborso sarà una tantum.

Gli importi del rimborso del  Bonus asilo nido per il 2021 sono:

  • 3.000 euro annui per ISEE minorenni inferiore o uguale a 25.000 euro
  • 2.500 euro annui per ISEE minorenni maggiore di 25.000 euro e inferiore o uguale a 40.000
  • 1.500 euro annui per ISEE minorenni maggiore di 40.000 euro

Tutti i dettagli nel messaggio Inps n. 802 del 24 febbraio 2021.

Il Bonus Asilo Nido è uno degli interventi previsti per la famiglia e i figli che è stato prorogato anche nel 2018.

Questo incentivo, che fa parte di una serie di misure per il sostegno alla famiglia, si può richiedere per minori, nati o adottati dal 1 gennaio 2016 in possesso di nazionalità italiana o comunitaria, ma residenti in Italia.

L’importo del Bonus Asilo Nido erogato dall’Inps è di massimo 1.000 euro su 11 mensilità (cioè 90,11 euro mensili).

La domanda per avere l’incentivo si può presentare dal 29 gennaio 2018:

  • sul sito Inps con codice dispositivo
  • in un patronato
  • attraverso il Contact Center Inps (803.164)

Il bonus può essere utilizzato per pagare la retta della scuola del minore o per forme di assistenza domiciliare. Quest’ultima casistica è prevista solo per bambini di età inferiore ai tre anni e affetti da gravi patologie. 
Nel primo caso invece, cioè per il pagamento delle rette scolastiche, quando si presenta la domanda si deve indicare il periodo di frequenza scolastica nell’anno in corso. I documento che bisogna avere a portata di mano durante il processo di richiesta dell’incentivo sono: 
  • nome e partiva Iva dell’asilo nido
  • Codice fiscale del minore
  • mese di riferimento
  • estremi dell’avvenuto pagamento
  • nome del genitore che ha pagato la retta
Tutte le informazioni si trovano anche sulla circolare n. 14 del 29 gennaio 2018 dell’Inps.
Importi assegno di maternità 2016

Nel 2018 crescono del 1,1% gli importi dell’assegno di maternità dai comuni. La comunicazione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2018.

Quindi dal 1 gennaio 2018 le somme dai comuni sono le seguenti:

  • l’assegno mensile per il nucleo familiare è pari a 142,85 euro per tredici mensilità (totale annuo 1.857,05 euro)
  • l’assegno mensile di maternità per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, è pari a 342,62 euro per cinque mensilità (totale annuo 1.712,10 euro)

I requisiti a livello di reddito che non si devono superare per presentare la domanda nel 2018 sono di:

  • 8.650,1 euro per l’assegno nucleo familiare (cinque componenti, di cui almeno tre figli minori – valore ISEE)
  • 17.141,45 euro per l’assegno di maternità (tre componenti – valore ISEE)

Per chi volesse l’Inps ha pubblicato un simulatore ISEE online per il calcolo del reddito.

Per quanto riguarda invece l”assegno di maternità dello stato, per il 2017 è stato di 2.086,24 euro.

assegno unico figli
Domanda congedo parentale padre

In Italia siamo ancora indietro sul riconoscimento sul congedo parentale del padre e più in generale sul tempo che i papà passano con i figli.

Fortunatamente negli ultimi anni le cose sono cambiate. Si è passati da 1 giorni di congedo obbligatorio nel 2013 ai 2 giorni del 2016 e 2017. Dal 1 gennaio 2018 il padre ha diritto all’astensione dal lavoro per 4 giorni che possono essere utilizzati anche in modo non continuativo e devono essere utilizzati entro il quinto mese di vita del bambino.

Come in passato l’indennità giornaliera è pari al 100% della retribuzione ed è a carico dell’Inps (compresa la contribuzione figurativa).

Tutte queste novità sono contenute nella Legge di Bilancio 2017 (legge n. 232/2016) che ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la misura a sostegno della genitorialità.

Ma in molti, sia padri che madri, ci chiedono come fare per la domanda di congedo obbligatorio del padre. Per prima cosa è bene sapere che deve essere presentata al datore di lavoro con almeno 15 giorni di anticipo. Sotto riportiamo un facsimile della richiesta:

Oggetto: Richiesta congedo obbligatorio ai sensi dell’articolo. 4, comma 24, lett. a) della legge 28 giugno 2012, n. 92.


Il sottoscritto _________ nato a ______ il _______ Codice Fiscale _______________ assunto in data _______ con CCNL ________, livello _______, matricola ________;

premesso

che in data ________ è avvenuta (avverrà) la nascita (adozione) di mio figlio ____________;

chiede

di poter usufruire di ___ giorni di congedo paternità obbligatorio previsto dalla norma in oggetto per il seguente periodo ________.
Distinti saluti.
Luogo e data _______ Firma ___________

Sostegno reddito famiglie

Per il 2018 sono previsti diversi nuovi interventi per la famiglia e i figli che hanno l’obiettivo di sostenere il reddito dei nuclei familiari italiani.

Insieme alle novità, nella Legge di Bilancio 2018 sono stati confermati anche le misure già esistenti in passato. Vediamo in dettaglio i requisiti e gli importi degli incentivi per le famiglie.

Previsti dal 2018 (nuovi)

  • Bonus Bebè: per i figli nati o adottati dal 1 gennaio 2018 spetta un bonus di 80 euro al mese (960 euro annui) per le famiglie con un Isee non superiore ai 25mila euro annui (per i nuclei con Isee entro i 7mila euro il bonus è raddoppiato)
  • Fondo per i caregiver: viene istituito un fondo (20milioni di euro) per sostenere il ruolo di cura e di assistenza dei caregivers, cioè le persone che assistono il coniuge, familiare in caso di infermità o malattia
  • Detrazione delle spese per disturbi dell’apprendimento: viene applicato uno sconto Irpef al 19% per tutte le spese sostenute per minori e maggiorenni a cui sia stato diagnosticato il disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa)
Previsti nel 2018 (già presenti in passato)
  • Bonus Asilo nido: anche nel 2018 si può richiedere per i bambini nati dal 1 gennaio 2016 in poi un buono di 1.000 euro (11 mensilità da 91 euro al mese) per pagare parte delle rette dell’asilo nido (pubblico o privato). Non si può utilizzare contemporaneamente con i voucher per l’asilo nido o baby sitter
  • Bonus Mamma domani: ancora previsto il premio di 800 euro per i bambini nati o adottati nel 2018. La somma è corrisposta a prescindere dal reddito e la domanda può essere fatta dalle future mamme a partire dall’ottavo mese
  • Voucher Baby sitter: viene proposto al posto del congedo parentale questo voucher di 100 euro al mese per pagare i servizi di baby sitting o l’asilo nido. La somma massima è di 600 euro se si rinuncia a tutti i sei mesi di congedo previsti per legge
  • Congedo parentale del padre: si alzano da due a quattro i giorni di congedo parentale obbligatorio per i papà che possono essere utilizzati anche durante l’astensione obbligatoria della madre
  • Fondo natalità: confermati i finanziamenti per l’accesso al credito delle famiglie con figli nati o adottati dal 1 gennaio 2017
Congedo paternità

Nonostante si continui a parlare molto della parità tra sessi, quando si fanno figli la parola d’ordine in Italia resta “maternità”. Per questo nel 2017 i giorni di congedo parentale del padre scendono da quattro a due.

L’Inps con il messaggio n. 828 ha comunicato:

  • che vengono confermati i due giorni di congedo obbligatorio per i padri lavoratori
  • che gli ulteriori due giorni di congedo facoltativo non sono stati prorogati per il 2017. Per questi ulteriori due giorni si potrà fare la richiesta solo per le nascite avvenute nel 2016 e potranno essere utilizzati entro cinque mesi dalla nascita del figlio.

Il motivo ufficiale della mancata conferma ancora non è stato reso noto ma a nostro avviso la ragione è duplice: da una parte c’è una questione di soldi, dall’altra i numeri bassi dei padri che hanno fatto la richiesta per i due giorni aggiuntivi di congedo facoltativo (che ricordiamo vanno poi scalati da quelli della madre). Quindi se da una parte lo Stato non aiuta, l’altra faccia dell’Italia resta sempre quella che i figli sono prerogativa della madre.

Ma se per il 2017 si tolgono due giorni di congedo facoltativo di paternità, per il 2018 si raddoppiano quelli obbligatori. Secondo quanto riportato nel Programma Nazionale di Riforma per il prossimo anno si avranno fino a quattro giorni di congedo obbligatorio del padre che, da una nota presente nel programma, possono essere elevati a cinque in sostituzione dell’astensione obbligatoria della madre.

Naturalmente questi sono numeri trascurabili rispetto ai 15 giorni di congedo obbligatorio proposti a fine 2015 dall’allora governo in carica che aveva anche portato esempi virtuosi di altri stati dell’Unione Europea.

[Aggiornamento del 05/02/2018] Ecco come fare la domanda per il congedo parentale del padre.

Part time post maternità

Ci dispiace ammetterlo ma purtroppo in molte aziende italiane è una prassi comune quella di trasferire una dipendente al rientro dal congedo di maternità.

Sono moltissime le lavoratrici che ci hanno raccontato le loro storie post rientro dall’astensione obbligatoria o facoltativa: rapporti con i responsabili tesi, richieste di flessibilità e, in molti casi, il trasferimento in un’altra sede di lavoro. Per le neo mamme con bambini al di sotto dei tre anni spesso lo spostamento in un altro punto vendita o ufficio è l’inizio di un calvario. Ma quando si può dire no?

Spesso si sente parlare di trasferimento illegittimo ma quando veramente diventa tale è poco chiaro. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ci aiuta a definire la risposta alla nostra domanda.

Difatti la sentenza n. 3052/2017 della Cassazione ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento di una lavoratrice che ha rifiutato di trasferirsi dopo il rientro dalla maternità. La vicenda coinvolge una donna che lavorava presso un punto vendita a Firenze come responsabile (CCNL Commercio) e che al rientro dall’astensione obbligatoria ha trovato il suo ruolo preso da un altro dipendente assunto a tempo indeterminato (con un livello inferiore). L’azienda ha subito disposto il trasferimento della neo mamma a Milano, in quanto gli altri punti vendita della regione venivano gestiti sempre dalla stessa persona assunta in sua assenza. Al rifiuto di prendere servizio nella sede indicata, l’azienda le ha intimato il licenziamento.

Secondo la Corte d’Appello prima e, successivamente, la Corte di Cassazione questo licenziamento per mancata disponibilità al trasferimento è illegittimo. La ragione risiede nel fatto che la riorganizzazione, convalidata anche dall’assunzione di un nuovo responsabile, aveva come unico scopo quello di estromettere la dipendente appena rientrata dalla maternità e forzare le sue dimissioni a seguito del trasferimento in un altra regione.

Questa sentenza sicuramente aiuterà molte lavoratrici che sono state discriminate al rientro del congedo di maternità e che a volte sono forzate dalle aziende che non concedono part time o intimano trasferimenti, come nel caso sopra, a dare le dimissioni.

[Aggiornamento del 19/06/2017] Visti i numerosi cambiamenti degli ultimi anni, sul blog abbiamo pubblicato un quadro chiaro delle sanzioni al datore di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, con e senza Jobs Act e dopo la riforma della pubblica amministrazione.

Lavoro autonomo

Sono molte le novità che il Jobs Act del lavoro autonomo introduce per gli oltre 2 milioni di professionisti in Italia.

Le misure destinate a professionisti iscritti agli Albi, partite Iva e collaborati introducono maggiori tutele su molti temi cari ai lavoratori autonomi. Dopo l’approvazione della Camera il 9 marzo 2017, ora il Ddl passa al Senato.

Vediamo in dettaglio le principali novità:

  • Malattia: in caso di malattia o infortunio, se si svolte un’attività lavorativa continuativa, il rapporto di lavoro non si estingue e può essere sospeso fino a 150 giorni. Nel caso di eventi gravi si può anche sospendere il versamento dei contributi fino a due anni
  • Maternità: viene esteso da 3 a 6 mesi la durata del congedo parentale che ora si potrà utilizzare fino al terzo anno del bambino
  • Pagamenti: diventano illegali le clausole che consentono al committente di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali o contratti che prevedono il pagamento ad oltre 60 giorni dall’emissione della fattura
  • Formazione: diventano totalmente deducibili, nel limite massimo di 10mila euro, le spese per l’iscrizione a master, corsi di formazione o aggiornamento, convegni e congressi. Il limite della deducibilità scende a 5mila euro annui in caso di spese legate a certificazioni, orientamento e attività a sosteno dell’autoimprenditorialità
  • Appalti: le pubbliche amministrazioni possono promuovere la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici o ai bandi per l’assegnazione di incarichi specifici. Inoltre è possibile accedere ai piani operativi regionali e nazionali che utilizzano i fondi europei
  • Dis-Coll: grazie ad un’altra modifica la disoccupazione per i collaboratori a progetto diventa strutturale e viene estesa anche ad assegnesti e dottorandi di ricerca con borsa di studio (previsto un incremento di aliquota contributiva dello 0,51%)
  • Smart working: ai professionisti che lavorano in modalità “agile” non potrà essere corrisposto un compenso inferiore a quello dei colleghi che svolgono le stesse mansioni in azienda. Inoltre vengono disciplinati i tempi di riposo (diritto alla disconnesione)
  • Invenzioni: già previsto per i lavoratori dipendenti, viene esteso anche a quelli autonomi il diritto di utilizzazione economica degli apporti originali e delle invenzioni realizzati durante il rapporto di lavoro
Scarica il testo (pdf) del Ddl sul lavoro autonomo.


[Aggiornamento del 23/08/2017] Dal 1 luglio 2017 continua la disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa grazie ai fondi trovati dal Jobs Act dei Lavoratori Autonomi.


[Aggiornamento del 11/05/2017] E’ stato definitivamente approvato al Senato il disegno di legge che prevede le tutele per il lavoro autonomo.

Importi assegno di maternità 2016

Anche nel 2017 gli importi dell’assegno di maternità dai comuni e l’assegno per il nucleo familiare restano gli stessi dell’anno precedente. La comunicazione è arrivata con la circolare n. 55 dell’Inps dell’8 marzo 2017.

Quindi dal 1 gennaio 2017 le somme dai comuni sono le seguenti:

  • l’assegno mensile per il nucleo familiare è pari a 141,30 euro
  • l’assegno mensile di maternità per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, è pari a 338,89 euro per cinque mensilità (totale 1.694,45 euro)

I requisiti a livello di  reddito che non si devono superare per presentare la domanda nel 2017 sono di:

  • 8.555,99 euro per l’assegno nucleo familiare (cinque componenti, di cui almeno tre figli minori – valore ISEE)
  • 16.954,95 euro per l’assegno di maternità (tre componenti – valore ISEE)

Ancora non abbiamo aggiornamento sull”assegno di maternità dello stato che per il 2017 è di 2.086,24 euro (stesso importo dell’anno precedente).

[Aggiornamento del 19/02/2018] Sono stati pubblicati gli importi 2018 dell’assegno di maternità.


[Aggiornamento del 11/09/2017] Ecco come calcolare facilmente il valore ISEE con il simulatore Inps online.

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