Contratto Lavoro

Aumenti Metalmeccanici

Il rinnovo del CCNL Metalmeccanici 2016-2019 ha introdotto un’importante novità legata alla retribuzione che ora prevede una rivalutazione annua sulla base dell’inflazione reale calcolata dall’Istat.

I lavoratori quindi non avranno in busta paga l’aumento a gennaio ma a giugno, cioè dopo che l’Istituto di Statistica ha pubblicato a maggio il valore dell’anno precedente.

In molti hanno letto sui siti dei quotidiani la somma che fa arrivare l’aumento retributivo mensile con questo nuovo contratto a 92 euro. E’ bene essere molto cauti nel pubblicare questi valori: sicuramente questo è un buon rinnovo ma pubblicizzare cifre così alte è errato, soprattutto senza dettagli.

Vediamo nello specifico a come si è arrivati a quella cifra:

  • se prendiamo la stima dell’inflazione Istat, gli incrementi retributivi in busta paga per il triennio di riferimento sono di circa 51 euro lordi, da dividere in tre tranche erogate a giugno 2017, 2018 e 2019. Questo dato è valido nel caso che il costo della vita salga del 2,7% in tre anni
  • oltre a questo valore, l’unico che il lavoratore vedrà realmente in busta paga, ci sono anche altri elementi previsti dal contratto:
    • aumenta il contributo della previdenza integrativa: +7,5 euro al mese (273 euro in tre anni)
    • contribuzione aziendale per la sanità integrativa: +13 euro al mese (468 euro in tre anni)
    • introduzione di piani di welfare con benefit detassati: +12,5 euro al mese (450 euro in tre anni)
    • sostegno alla formazione continua: +7,69 euro al mese (300 euro in tre anni) 

Quindi, come già detto poco sopra, tutti questi elementi elencati sono certamente un valore positivo per il lavoratore metalmeccanico ma il percepito di tutti i giorni sarà diverso. Ciò che si vedrà in busta paga a partire dal giugno del prossimo anno saranno poco meno di 20 euro lordi medi di aumento mensile, che molto probabilmente saranno circa 10 euro lordi  per il giugno 2017.

[Aggiornamento del 29/08/2018] Sono stati pubblicati i nuovi minimi dal 1 giugno 2018.


[Aggiornamento del 08/06/2017] Sono stati ufficializzati i dati dell’inflazione 2016 che hanno determinato gli aumenti del CCNL dal 1 giugno 2017. Purtroppo brutte novità per i lavoratori.

Confimi Impresa Meccanica CCNL

Il 22 luglio 2016 è stata firmata l’ipotesi di rinnovo del CCNL Confimi per la piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica e dell’installazione di impianti per gli anni 2016-2019.

Il nuovo contratto è stato siglato da Confimi e dai sindacati Fim Cisl e Uilm Uil ed è valido per oltre 80mila lavoratori metalmeccanici dal 1 giugno 2016 al 31 maggio 2019. Ricordiamo che il vecchio contratto è scaduto il 31 maggio.

In dettaglio le novità più importanti sono:

  • Aumento retributivo medio di 25 euro lordi per un V livello a partire dal 1 settembre 2016, valido fino al 31 maggio 2017. Entro il prossimo aprile saranno definiti gli importi dei nuovi aumenti. Di seguito i nuovi minimi retributivi per i vari livelli:
    • I livello: 1.323,81 euro
    • II livello: 1.462,27 euro
    • III livello: 1.624,43 euro
    • IV livello: 1.695,48 euro
    • V livello: 1.815,89 euro
    • VI livello: 1.947,62 euro
    • VII livello: 2.089,98 euro
    • VIII livello: 2.273,17 euro
    • XI livello: 2.527,22 euro
  • Una tantum a copertura dei tre mesi di vacanza contrattuale erogata con la retribuzione di settembre 2016:
    • I livello: 48 euro
    • II livello: 54 euro
    • III livello: 66 euro
    • IV livello: 70,50 euro
    • V livello: 75 euro
    • VI livello: 82,50 euro
    • VII livello: 90 euro
    • VIII livello: 99 euro
    • XI livello: 108 euro
  • A partire dal 1 gennaio 2017 tutti i lavoratori e familiari hanno diritto alla sanità integrativa di PMI Salute (l’azienda eroga 11 euro mensili mentre il lavoratore 1 euro)
  • Per la validità dell’attuale rinnovo sono previsti percorsi di formazione continua della durata di 24 ore per il triennio
  • Sul tema degli orari e conciliazione vita-lavoro ci sono diverse novità: congedo parentale ad ore, lavoro agile e lavoro programmato 
Elemento perequativo nel CCNL Metalmeccanici

 

Per tutti i lavoratori con il CCNL Industria Metalmeccanica è previsto un elemento perequativo di importo fisso che spetta nel caso in cui:

  • l’azienda non preveda accordi di secondo livello (contrattazione aziendale e contrattazione territoriale)
  • il lavoratore non abbia elementi retributivi aggiuntivi (es. superminimo) rispetto ai minimi definiti dal contratto

Dal 1 gennaio 2014 l’importo dell’elemento perequativo è di 485 euro (precedentemente era di 455 euro), e deve essere aggiunto nella busta paga di giugno in aggiunta, anche a livello contributivo, alla retribuzione del mese.

Come già detto nel primo punto poco sopra, questo elemento non spetta ai lavoratori che hanno una contrattazione aziendale o contratto integrativo in cui sono previsti, ad esempio, premi di risultato o comunque altri elementi retributivi soggetti a contribuzione.
 
In questo caso però non devono essere considerati gli accordi in cui siano riconosciuti soltanto “benefici” non soggetti a contribuzione: mensa, trasporto, asili nido, ecc. Nel caso di buoni pasto o assicurazione sanitaria, decade il diritto all’elemento perequativo solo nel caso in cui l’importo sia superiore a quello esente da contribuzione.
 
Per quanto riguarda la retribuzione del lavoratore (secondo punto sopra), il lavoratore non ha diritto all’elemento se ha avuto una retribuzione superiore al minimo previsto dal CCNL in misura pari o superiore ai 485 euro spettanti.
 
E’ importante sottolineare che l’elemento perequativo spetta a tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, determinato e apprendisti.
Passaggio di livello nei Metalmeccanici

Per i lavoratori metalmeccanici ci sono dei tempi prestabiliti dopo i quali un lavoratore impegnato in mansioni superiori ha diritto al passaggio di livello.

Questi tempi sono chiaramente indicati nel testo definitivo (pag. 82) e sono validi per tutti i livelli del CCNL. In dettaglio i lavoratori hanno diritto al passaggio alla categoria superiore se svolgono mansioni superiori per un periodo di:

  • 30 giorni continuativi; 75 giorni non continuativi nell’arco di un anno; 6 mesi non continuati nell’arco di tre anni
  • per il passaggio dal 6 al 7 livello aumentano i tempi: 3 mesi continuativi; 9 mesi non continuativi nell’arco di tre anni
Nel caso di sostituzione di un lavoratore assente per malattia, congedo, maternità, infortunio o altro, lo svolgimenti di mansioni superiori non porta al passaggio di livello salvo nel caso in cui poi si prende il posto del lavoratore assente in modo definitivo, perché quest’ultimo non rientra al lavoro o viene spostato a diverse mansioni.
 
E’ importante sapere che nel caso di svolgimento di mansioni superiori, nel periodo prima del passaggio di livello, il lavoratore ha comunque diritto alla differenza tra la sua retribuzione e quella del livello superiore.
 
[Aggiornamento del 29/04/2021] E’ stato siglato il rinnovo 2021-2024 dei Metalmeccanici con i nuovi inquadramenti dei lavoratori del settore.
Il rinnovo metalmeccanici 2016 si ferma

Abbiamo raccontato passo dopo passo la trattativa e ora, dopo l’ultimo incontro del 15 marzo 2016, arriva lo stop per il rinnovo Metalmeccanici. Una brutta notizia per i lavoratori e per i sindacati che non hanno potuto nulla contro il “no” di Federmeccanica.

Dopo anni di divisioni e di accordi separati, come per il vecchio contratto, il rinnovo 2016 del CCNL Metalmeccanici sembra avvicinare i tre sindacati che prospettano uno sciopero unitario. Per ora si parla di aprile ma nulla è certo.

Oltre un mese di incontri sui temi caldi del nuovo contratto (welfare, assicurazione sanitaria, formazione, ecc.), si sono arenati sullo scoglio degli aumenti salariali. Federmeccanica è rimasta ferma sulle sue posizioni: il salario minimo di garanzia proposto porterebbe aumenti dal 2017 per solo il 5% dei lavoratori metalmeccanici, per gli altri non resterebbe che sperare nella contrattazione aziendale.

Per ora Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto un incontro con i presidenti di Federmeccanica e Assistal che si dovrebbe tenere prima della fine di marzo. Molto probabilmente non si arriverà a nulla e quindi i sindacati si mobiliteranno per uno sciopero unitario.

Ci sono stati dei passi avanti nelle trattative e alcuni punti discussi per il rinnovo sono molto interessanti anche se non definitivi. Si parla di diritto alla formazione per tutti, sanità integrativa per dipendenti e famiglie, previdenza complementare, diritto allo studio. Ma secondo i sindacati, ed è anche il nostro parere, la proposta di non prevedere aumenti per il 95% dei lavoratori metalmeccanici è inaccettabile.

In questo post troverete tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

[Aggiornamento del 28/11/2016] Finalmente è arrivato il rinnovo 2016-2019 dei Metalmeccanici.


[Aggiornamento del 17/11/2016] Il 23, 24 e 25 novembre sono previsti gli incontri per affrontare il tema del salario, l’unico vero ostacolo oramai per arrivare al rinnovo. Da una parte i sindacati affermano che l’inflazione deve essere restituita al 100%, mentre per Federmeccanica dovrebbe decrescere dopo il primo anno.


[Aggiornamento del 13/10/2016] Riparte la trattativa con una serie di incontri per tutto ottobre. L’obbiettivo di sindacati e associazioni datoriali è chiudere per l’8 novembre quando è previsto un incontro plenario. La speranza è che in questo mese si riesca a trovare un accordo sul tema dell’aumento retributivo che finora è stato l’ostacolo maggiore per la firma del rinnovo.


[Aggiornamento del 30/09/2016] La nuova proposta di Federmeccanica prevede non aumenti salariali come nel passato ma il recupero dell’inflazione del 100% nel 2017, del 75% nel 2018 e del 50% nel 2019. E’ un passo avanti ma non ancora abbastanza per i sindacati che vogliono il recupero dell’inflazione totale e non posticipato.


[Aggiornamento del 15/09/2016] Finalmente buone notizie! Sembra che nell’ultimo incontro Federmeccanica abbia aperto a possibili aperture sul tema del salario. Entro fine settembre dovrebbe essere fissato un nuovo incontro con i sindacati per cercare di chiudere il rinnovo quanto prima.

[Aggiornamento del 21/07/2016] Continuano gli scioperi dei metalmeccanici in tutta Italia per protestare contro il mancato rinnovo del CCNL. Il nodo è sempre il salario e si attende una nuova convocazione per un incontro da settembre.


[Aggiornamento del 25/05/2016] Anche l’incontro del 24 maggio non ha dato esiti positivi per il rinnovo. Federmeccanica e Assistal sono ancora ferme sulle loro posizioni e in risposta i sindacati proclamano altri scioperi per arrivare al nuovo contratto Metalmeccanici. Si parte con  un iniziale sciopero dello straordinario e della flessibilità per sabato 28 maggio e sabato 11 giugno e un altro pacchetto di 12 ore di sciopero distribuite tra maggio e giugno con tanto di manifestazioni.


[Aggiornamento del 26/04/2016] Erano anni che non c’era uno sciopero unitario dei tre sindacati e quello del 20 aprile è riuscito piuttosto bene. Numeri a parte l’adesione è stata alta, ora si attende una ripresa delle trattative nella speranza di avere il rinnovo prima dell’estate.


[Aggiornamento del 25/03/2016] Nessun avanzamento dall’incontro tra i vertici di sindacati e Federmeccanica. Si è quindi deciso di procedere con uno sciopero unitario di 4 ore per il 20 aprile 2016.
La speranza è che dopo la protesta si possa sbloccare il problema del rinnovo legato al salario.


[Aggiornamento del 21/03/2016] E’ previsto un incontro tra sindacati e Federmeccanica il 24 marzo in cui però difficilmente si troverà un accordo. Per ora la data dello sciopero non è ancora ufficiale ma si parla della seconda metà di aprile.

Il rinnovo del CCNL Metalmeccanici 2016

Dopo l’avvio dei primi dialoghi e la presentazione delle ipotesi di piattaforma di rinnovo per il CCNL Metalmeccanici 2016-2018, la trattativa entra nel vivo con gli incontri programmati tra sindacati e Federmeccanica.

Nel primo confronto del 5 novembre 2015 sono emerse con forza le posizioni di Confindustria, già in parte anticipate durante l’estate, che vuole un contratto senza aumenti retributivi. Di più, chiede la restituzione di 75 euro che derivano dalla differenza tra l’inflazione prevista e quella reale (5,9% contro il 2,2%) per il triennio del precedente rinnovo.

Naturalmente con queste affermazioni non si può non immaginare una continuazione della trattativa in salita. Forti dubbi anche sulle richieste di introduzione di un salario minimo di garanzia e aumenti legati solo alla produttività e al contratto aziendale: verrebbe così meno un livello di contrattazione, quello nazionale.

Per i sindacati, da una parte c’è la Fiom Cgil che è arrivata al tavolo della trattativa insieme alle altre sigle presentando la sua piattaforma in modo indipendente. La Uilm Uil è la più positiva, nonostante la richiesta iniziale di Federmeccanica, si aspetta una trattativa serrata ma con un obiettivo comune e definito. La Fim Cisl invece è preoccupata e si aspetta un rinnovo molto complicato per il prossimo triennio.

Per chi è interessato sul blog è pubblicata la piattaforma del nuovo contratto metalmeccanici proposta da Fim e Uilm. Nel frattempo la data del prossimo incontro è fissata per il 4 dicembre.

[Aggiornamento del 28/11/2016] Finalmente è arrivato il rinnovo 2016-2019 dei Metalmeccanici.


[Aggiornamento del 16/03/2016] La trattativa per il rinnovo si è fermata e i sindacati parlano di sciopero unitario.


[Aggiornamento del 26/02/2016] Si sono chiusi tutti gli incontri preliminari previsti tra sindacati e Federmeccanica. Mentre sui temi come orario di lavoro, formazione, assicurazione sanitaria, si sono trovati elementi di incontro, il vero problema per il rinnovo è la retribuzione e gli aumenti contrattuali. E’ qui che si gioca la partita ed è qui che le posizioni sono più distanti tanto che da parte dei sindacati si inizia a parlare di sciopero.
I prossimi incontri saranno il 2 e 9 marzo, durante i quali si cercherà di concretizzare in forma scritta quando discusso a febbraio. Il vero 2° round della trattativa ci sarà il 15 marzo quando capiremo finalmente cosa accadrà ai lavoratori metalmeccanici.


[Aggiornamento del 29/01/2016] Nell’incontro a porte chiuse che si è svolto il 28 gennaio sono stati pianificati una serie di incontri che affronteranno tematiche specifiche: retribuzione, welfare, formazione, organizzazione del lavoro.
Le date sono fissate per il 5, 10, 24 e 25 febbraio per arrivare al 15 marzo, data in cui è fissata la riunione plenaria, con l’obiettivo di rinnovare il contratto scaduto. Per ora tra sindacati e Federmeccanica c’è la volontà di non rompere la trattativa ma i temi caldi, primo su tutti la retribuzione, fanno venire qualche dubbio sul possibile accordo tra le parti nel breve periodo.


[Aggiornamento del 22/01/2016] E’ stato un incontro breve e come ci si aspettava non definitivo. Da una parte Federmeccanica ribadisce i suoi punti: retribuzione variabile, welfare, diritto alla formazione, assicurazione sanitaria integrativa per lavoratori e familiari e salario minimo di garanzia.
Questo ultimo punto è quello più innovativo per l’associazione datoriale ma che porterebbe a nessun aumento retributivo per il 95% dei lavoratori metalmeccanici. I sindacati fanno muro su questa proposta per loro inaccettabile.
Per ora è stato fissato il prossimo incontro con delegazioni ristrette il 28 gennaio per poi pianificare una serie di incontri a febbraio dove discutere i singoli punti. Ci sembra chiaro che per ora si vogliano affrontare gli altri problemi “risolvibili” accantonando quello che per ora sembra “non risolvibile”, cioè gli aumenti salariali. Quindi se da una lato ci sono segnali positivi dall’altro, sul lungo termine, la prospettiva di un rinnovo a breve sembra allontanarsi.


[Aggiornamento del 23/12/2015] Come preannunciato nessun rinnovo entro l’anno. La proposta di Federmeccanica prosegue sulla linea di quella presentata ad inizio dicembre con alcune novità: ribadito il no agli aumenti retributivi, questi dovrebbero spettare solo ai lavoratori sotto il minimo contrattuale (5% del totale) e dal luglio 2017. Tra le novità proposte da Confindustria c’è un’estensione sul welfare, con l’assicurazione sanitaria integrativa con copertura al 100% estesa anche ai familiari.
I sindacati hanno bocciato la proposta, intimoriti soprattutto sul tema delle retribuzioni e sulle possibili conseguenze in termini di ritorno di immagine verso i lavoratori. Il prossimo incontro è fissato per il 21 gennaio 2016.


[Aggiornamento del 07/12/2015] L’incontro del 4 dicembre non ha dato i segnali positivi che alcuni si aspettavano. Le posizioni di Federmeccanica si sono fatte ancora più marcate: sopra il salario minimo di garanzia individuale non ci devono essere aumenti se non quelli previsti a livello aziendale. In questo modo, secondo i sindacati, solo il 5% dei lavoratori metalmeccanici avrebbe un aumento retributivo dal rinnovo del CCNL.
Nonostante la volontà di Federmeccanica e dei sindacati sia quella di rinnovare entro l’anno, il prossimo incontro è fissato per il 22 dicembre. Noi non crediamo che, viste le posizioni, con un solo incontro o al massimo due, entro l’anno si riesca nell’impresa di avere un nuovo contratto.

I sindacati e con loro Federmeccanica hanno avviato i primi dialoghi per arrivare al rinnovo del Contratto Metalmeccanici in scadenza il 31 dicembre 2015.

Il passaggio di questo nuovo contratto, che dovrebbe partire dal 1 gennaio 2016, è una tappa importante per tutti i lavoratori del settore e si va ad inserire in un periodo e in un contesto sicuramente diverso rispetto al precedente rinnovo.

La priorità dichiarata dai tre sindacati è quella di arrivare ad un accordo entro fine anno. Tuttavia le strade prese da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil sembrano ancora divergere come è accaduto più di 2 anni fa quando a firmare il CCNL sono stati solo la Cisl e Uil. Per ora la piattaforma comune da presentare a Federmeccanica è ancora in discussione ma i punti fermi, oltre all’attenzione rivolta alla parte economica, sono il welfare, la formazione e la chiarezza sull’inquadramento dei lavoratori.

Per quanto riguarda i tempi, la piattaforma deve essere presentata dai tre sindacati all’associazione datoriale entro fine luglio per poi avviare una serie di colloqui più serrati a partire da settembre. Tutto questo per poter rispettare la scadenza di fine anno dell’attuale contratto metalmeccanici e non arrivare a lunghe ed estenuanti trattative come per altri CCNL (vedi il Commercio).

Vi terremo aggiornati sugli esiti di questi dialoghi e sull’eventuale inizio della trattativa vera e propria che probabilmente inizierà, come detto, con l’autunno.

[Aggiornamento del 28/11/2016] Finalmente è arrivato il rinnovo 2016-2019 dei Metalmeccanici.


[Aggiornamento del 16/03/2016] La trattativa per il rinnovo si è fermata e i sindacati parlano di sciopero unitario.


[Aggiornamento del 06/11/2015] E’ entrata nel vivo la trattativa per il rinnovo con i primi incontri tra sindacati e Federmeccanica.


[Aggiornamento del 22/10/2015] Il 5 novembre 2015 inizia ufficialmente la trattativa per il rinnovo del contratto metalmeccanici 2016-2018. Stiamo a vedere se, anche per questo comparto, si riuscirà a chiudere entro fine anno.


[Aggiornamento del 15/10/2015] Ad inizio ottobre è stata approvata la piattaforma (il link lo trovate sotto) di Fim-Cisl e Uilm-Uil. Ora i sindacati non aspettano che la convocazione per l’inizio effettivo della trattativa. C’è molta attesa per questo rinnovo ma il clima non è dei migliori e la speranza è che si inizi a dialogare già da fine ottobre.


[Aggiornamento del 17/09/2015] Dall’incontro tra Federmeccanica e i sindacati che si è tenuto il 16 settembre è emerso un quadro del comparto che preoccupa soprattutto i datori di lavoro e suggerisce ai lavoratori e ai delegati sindacali che la trattativa in partenza, si suppone ad ottobre, non sarà una passeggiata.
Per ora si attendono due piattaforme di rinnovo, una da Fiom-Cgil e l’altra da Fim-Cisl e Uilm-Uil che dovrebbero arrivare entro fine mese.


[Aggiornamento del 02/09/2015] I prossimi incontri e l’avvio ufficiale delle trattative per il rinnovo 2016-2018 partiranno a fine settembre. Nel frattempo bisogna riportare che la Fiom-Cgil ha abbandonato il percorso unitario con gli altri due sindacati e presenterà le sue proposte a Federmeccanica.
Per chi fosse interessato può approfondire le proposte di ipotesi piattaforma di Fim-Cisl e Uilm-Uil per il nuovo contratto metalmeccanici.


[Aggiornamento del 20/07/2015] I buoni propositi iniziali sono caduti di fronte alla nota scritta il 16 luglio da Federmeccanica ai sindacati: si al rinnovo ma senza aumenti retributivi! Secondo l’associazione datoriale la crisi ha cambiato per sempre il panorama del mondo del lavoro ed è necessario pensare ad “una revisione dei modelli contrattuali”. I sindacati naturalmente non ci stanno e chiedono un aumento medio di 105 euro lordi.
Per il prossimo rinnovo triennale dei metalmeccanici si prospetta quindi una lunga lotta, con un autunno ricco di incontri e trattative per arrivare ad un accordo. Stiamo a vedere quali saranno i prossimi passi delle due parti dopo l’estate.

I tempi di preavviso dimissioni e licenziamento per il CCNL Confapi Metalmeccanici PMI decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese e sono validi solo per i contratti a tempo determinato.

Contratto Confapi Metalmeccanici PMI fino a cinque anni di anzianità compiuti:

  • I livello: 1 mese
  • II livello: 1 mese
  • III livello: 1 mese
  • IV livello: 1 mese
  • V livello: 1 mese e 15 giorni
  • VI livello: 1 mese e 15 giorni
  • VII livello: 2 mesi
  • VIII livello: 2 mesi
  • IX livello: 2 mesi

Contratto Confapi Metalmeccanici PMI oltre i cinque anni di anzianità e fino a dieci:

  • I livello: 1 mese e 15 giorni
  • II livello: 1 mese e 15 giorni
  • III livello: 1 mese e 15 giorni
  • IV livello:1 mese e 15 giorni
  • V livello: 2 mesi
  • VI livello: 2 mesi e 15 giorni
  • VII livello: 3 mesi
  • VIII livello: 3 mesi
  • IX livello: 3 mesi

Contratto Confapi Metalmeccanici PMI oltre dieci anni di anzianità:

  • I livello: 2 mesi
  • II livello: 2 mesi
  • III livello: 2 mesi
  • IV livello: 2 mesi
  • V livello: 2 mesi e 15 giorni
  • VI livello: 3 mesi
  • VII livello: 4 mesi
  • VIII livello: 4 mesi
  • IX livello: 4 mesi

Dal 1 giugno 2015 scatta la terza e ultima tranche di aumenti retributivi per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici Confapi PMI.

Gli aumenti contrattuali lordi per ogni livello sono:

  • 1° livello: 31,88 euro
  • 2° livello: 37,29 euro
  • 3° livello: 43,99 euro
  • 4° livello: 46,54 euro
  • 5° livello: 51,00 euro
  • 6° livello: 56,42 euro
  • 7° livello: 60,56 euro
  • 8° livello: 66,94 euro
  • 9° livello: 78,41 euro
I nuovi minimi tabellari da 1 giugno 2015 sono:
  • 1° livello: 1.308,43 euro
  • 2° livello: 1.445,00 euro
  • 3° livello: 1.603,29 euro
  • 4° livello: 1.672,79 euro
  • 5° livello: 1.791,89 euro
  • 6° livello: 1.921,23 euro
  • 7° livello: 2.061,16 euro
  • 8° livello: 2.241,48 euro
  • 9° livello: 2.492,75 euro
In linea generale le ore di viaggio, cioè i tempi necessari a raggiungere il luogo di lavoro, non sono retribuiti. Ci sono però delle eccezioni che devono essere prese in considerazione, come per esempio:

  • tempi di viaggio nel caso di trasferte
  • lavoro o intervento fuori sede, dove per sede di lavoro è il luogo specificatamente indicato nel contratto di assuzione
  • facoltà e non obbligo di presentarsi in sede. In questo caso se richiamato, le ore di viaggio vanno computate
Come vanno retribuite le ore di viaggio? Questo dipende dalla contrattazione collettiva e si differenzia in base al CCNL applicato. Vediamo tre casi di contratti dove i tempi di viaggio vengono specificatamente citati.
  • l’articolo 7 prevede che in caso di trasferta al dipendente vengano retribuite le ore di viaggio nel seguente modo:
    • come normale retribuzione in caso queste coincidano con il normale orario di lavoro
    • all’85% in caso queste siano eccedenti il normale orario di lavoro
  • in caso di trasferta le ore di viaggio devono essere sempre retribuite al 100%
Industria Alimentare

  • vanno distinte due casistiche come nel caso dei metalmeccanici:
    • retribuite al 100% nel caso coincidano con il normale orario di lavoro
    • retribuite al 65% nel caso i tempi di viaggio siano fuori dal normale orario di lavoro